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17 maggio 2012
Repubbliche ex Urss
Una decina di imprese è pronta ad avviare operazioni di joint-venture in Kazakistan, Uzbekistan, Tadjikistan e Kirghistan

FINEST VERSO I MERCATI DELLE REPUBBLICHE EX SOVIETICHE Finest è pronta ad avviare una serie di importanti relazioni economiche nei mercati delle repubbliche ex sovietiche, la recente missione ministeriale in Kazakistan e gli incontri effettuati in Uzbekistan, Tadjikistan e Kirghistan, hanno prodotto l’interessamento di una decina di aziende di Friuli – Venezia Giulia e Veneto, che stanno già progettando delle operazioni di joint-venture con imprese di quella zona. Cinque i principali settori in cui operano gli imprenditori interessati al processo di internazionalizzazione: edilizia (materiali di costruzione, rivestimenti metallici, membrane bituminose, ponteggi, tubi, giunti, utensili, autobetoniere, miniescavatori), arredamento (mobili, sedie, arredamenti modulari, accessori da bagno), abbigliamento (maglieria e macchinari per calzaturifici e pelletterie), sistemi tecnologici per l’agricoltura (elettropompe ad uso agricolo ed industriale) ed articoli di bigiotteria in argento. La missione in Kazakistan, così come gli incontri nelle altre repubbliche ex sovietiche, ha dato buoni risultati in termini di contatti e di valutazioni economiche - hanno dichiarato gli analisti di Finest – molto c’è ancora da fare, il rischio economico risulta elevato, ma soprattutto in alcuni settori primari esistono buone possibilità di investimento, segnali positivi che sono già stati raccolti da parte dell’imprenditoria del Nord Est. In particolare il Kazakistan e l’Uzbekistan - hanno affermato i vertici di Finest - mostrano indici economici positivi da cinque anni, le economie basate sull’estrazione di petrolio e di gas naturali cercano forme di differenziazione, puntando proprio sulla collaborazione con l’Estero per avviare il processo di modernizzazione industriale ed agricola. Va considerato inoltre che nell’ultimo quinquiennio le esportazioni verso il Kazakistan, da parte di Veneto e Friuli-Venezia Giulia, hanno registrato un aumento annuale medio del 17,4%, in particolare nelle produzioni metalmeccaniche, tessili e nel settore del legno, carta e gomma. Ciò con una movimentazione economica che ha raggiunto circa i 50 milioni di euro in fase di export, a fronte di una base di importazioni dalla repubblica kazaka che riguardano soprattutto l’industria estrattiva e il settore agricolo, per un totale che si attesta attorno ai 5 milioni di euro annui. Questi segnali di crescita e volontà di dialogo con l’imprenditoria italiana sono stati raccolti da Finest, e trasmessi alle aziende del Nord Est che stanno mettendo a punto gli strumenti per favorire il processo di ammodernamento dell’industria in quell’area geo-politica, cogliendo la sfida del processo di internazionalizzazione in territori che dimostrano grandi possibilità di crescita economica nell’ottica del mercato globale. Ad oggi il 10% delle risorse finanziarie di Finest SpA sono impegnate nell’area delle Repubbliche Ex Sovietiche e del Nord-Centro Asia (Russia, Ucraina, Moldavia, Uzbekistan), con 26 operazioni di partecipazione e finanziamento, il cui investimento economico totale supera i 12 milioni di euro. Le altre areee di interesse Finest sono quella balcanica (Croazia, Romania, Serbia, Bulgaria, Bosnia e Albania) con 182 operazioni in essere e il 51% degli investimenti finanziari impiegati, pari a 66 milioni di euro, e quella dell’Europa centro-orientale (Ungheria, Slovenia, Polonia, Slovacchia, Repubblica Ceca) con il 39% delle risorse economiche investite, stimabili attorno ai 50 milioni di euro, e 145 operazioni in atto.