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17 maggio 2012
Investire in Polonia
In un seminario svoltosi a Pordenone Finest spiega i vantaggi per le imprese che intendono internazionalizzarsi in Polonia.
INVESTIRE IN POLONIA: IN UN SEMINARIO FINEST-FRIULADRIA TUTTE LE AGEVOLAZIONI PER IMPRENDITORA DEL NORD EST Contributi locali a fondo perduto fino al 50% e interventi in conto capitale del 25% con Finest Cini (presidente Finest): "Grande opportunità per imprenditori Nord Est grazie a know how Finest, sostegno banche e possibilità accesso a fondi strutturali Obiettivo 1" De Puppi (AD Friuladria): "Rete di banche da Baltico a Mediterraneo, Polonia ricca di possibilità per nostri imprenditori". Pordenone, 25 ottobre 2005 - Con una superficie di 312mila kmq, una popolazione di 38,6 mln di persone, e una crescita del Pil evidenziata nel 2004 del 3 per cento, la Polonia si candida ad essere uno dei Paesi migliori per i progetti di internazionalizzazione delle piccole e medie imprese del Nord Est. Il dato è emerso stamani nel corso dell'incontro organizzato da Friuladria e Finest a Pordenone, per illustrare a una cinquantina di imprenditori le possibilità e i sistemi di internazionalizzazione nello stato neocomunitario, alla luce del fatto che la Polonia, nei prossimi cinque anni, sarà il Paese che otterrà il maggior numero di interventi comunitari sotto forma di fondi strutturali (Obiettivo 1). Dei finanziamenti ottenuti, oltre il 60 per cento verrà utilizzato per lo start up e la crescita delle aziende realizzate in Polonia anche da soggetti provenienti da altri Stati. "Le imprese del Nord Est che intendono internazionalizzarsi in Polonia - ha dichiarato il presidente di Finest, Maurizio Cini - hanno a disposizione strumenti, finanziamenti e know how acquisito da Finest nel corso degli anni e grazie a una serie di sinergie con partner che Finest ha selezionato sul territorio polacco. Per Finest, infatti, la Polonia è il quinto paese di intervento, con 30 aziende partecipate attive sul territorio per un ammontare di investimenti pari a 9,4 mln di euro. Le imprese del Nord Est attive assieme a Finest in processi di internazionalizzazione in Polonia hanno generato fino ad ora un business pari a 35 mln di euro. Si tratta di aziende ubicate nel Veneto e nel Friuli Venezia Giulia, operanti nei settori del Legno, degli imballaggi e dei servizi". Una prospettiva che non potrà che crescere - è stato evidenziato - al ritmo del potenziamento dei processi di internazionalizzazione delle grandi industrie. Il supporto di Finest all'internazionalizzazione in Polonia (e negli altri stati neocomunitari) si esplica attraverso la legge 19/91, che permette all'imprenditore di ottenere partecipazioni fino al 25 per cento del capitale, per un periodo di 8 anni. A tale sostegno si aggiungono i fondi strutturali Obiettivo 1 ottenibili in territorio polacco, che giungono a finanziare, anche a fondo perduto, dal 50 e fino al 65 per cento dei progetti. "Siamo in grado di sostenere le aziende che scelgono queste forme di crescita – ha dichiarati ieri ancora Maurizio Cini - persuasi che l'internazionalizzazione rappresenti una'opportunità per crescere, per migliorare i processi produttivi e per aprirsi a nuovi mercati, posto che la Polonia risulta a oggi uno dei paesi più importanti e una tra le migliori basi per espandere il business verso i mercati dell'Est, Russia compresa. Il processo di internazionalizzazione in Polonia riguarda anche la Banca Popolare Friuladria, che grazie a una serie di accordi con il gruppo di Varsavia Bre "E' in grado di agire localmente tenendo conto delle esigenze degli imprenditori del Nord Est che intendono internazionalizzarsi", come ha dichiarato l'amministratore delegato Luigi De Puppi, sottolineando la capacità della banca stessa di essere interlocutore privilegiato nel Nord Est e pronto ad accettare la sfida per la globalizzazione: "Puntiamo a creare una rete di credito dal Baltico al Mediterraneo. Quello attuale è un periodo sì di incertezza economica, ma anche di grandi possibilità di sviluppo per le imprese - ha osservato ancora De Puppi – E nella ricerca dei luoghi dove andare a produrre per reggere la concorrenza la Polonia rappresenta sicuramente un buon mercato: esiste la sicurezza derivante dall'avere a che fare con uno Stato membro dell'Unione Europea a tutti gli effetti; indubbi anche i vantaggi sul piano fiscale. Inoltre la Polonia ha un mercato interno in crescita in grado di assorbire parte della produzione". Testo