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17 maggio 2012
Finest chiude il bilancio d'esercizio 2008-2009 con +17% di erogazioni e una crescita dell'utile netto pari al 12%
Oltre 31 milioni di euro erogati tra partecipazioni (14 mln) e finanziamenti (17 mln) rispetto ai quasi 26,5 milioni di euro dell’esercizio precedente. Un utile, dopo gli accantonamenti, di 3,7 milioni, pari al +12% rispetto all’esercizio precedente.
Questi i numeri del bilancio sottoposto il 28 settembre 2009 all'approvazione del Consiglio di Amministrazione.“Il bilancio dell'esercizio appena conclusosi presenta risultati di grande soddisfazione, persino rapportandolo all'esercizio precedente, già di per sé eccezionale - commenta il Presidente Michele Degrassi -; le risorse investite sono cresciute del 17% rispetto al 2007-2008 e addirittura del 188% rispetto al 2006-2007, segno della fedeltà di Finest alla propria missione di sostegno alle aziende, ancor più in un periodo di contrazione del credito". Particolarmente significativa la consistenza complessiva degli investimenti sviluppati (oltre 120 mln), che si traducono in un sostegno centrale all’economia reale del Nord Est. “Un risultato che si desume – spiega il Presidente –, considerando che Finest interviene per un importo pari a circa il 25% del totale degli investimenti. Il traguardo è importante – aggiunge –, anche a fronte di uno scenario globale di rallentamento dell'economia come quello che stiamo attualmente vivendo. Evidenzia come Finest abbia contribuito a mantenere alto il livello degli investimenti, favorendo il processo di crescita delle aziende del Triveneto sui mercati internazionali”. “Finest sostiene le aziende che hanno contribuito a creare il modello del Nord Est – afferma la Vice Presidente Alessandra Camposampiero –; un modello che ritengo esista ancora. Strutture come la nostra – ribadisce – possono sopperire alla contrazione del credito cui si assiste in questo periodo, favorendo l’internazionalizzazione delle imprese, una delle risposte valide alla crisi attuale”. La Vice Presidente, inoltre, sottolinea ancora una volta la differenza tra internazionalizzazione e delocalizzazione. “Le aziende nostre partecipate – precisa – non delocalizzano, ma rimangono sul territorio contribuendo alla sua crescita. Infatti – aggiunge – tra i vari requisiti che Finest chiede alle imprese partner, c’è quello di non ridurre i livelli occupazionali e la produttività in loco”. Quanto all’articolazione delle risorse investite, l’Amministratore Delegato Fulvio Beltrame osserva che i finanziamenti superano le partecipazioni, seguendo quella che è stata la domanda di mercato in questo anno piuttosto critico, nel quale comunque il Nord Est ha saputo individuare, oltre alle minacce, anche le grandi opportunità offerte da un contesto così dinamico. Venendo al conto economico, anche qui si registra per Finest un netto miglioramento. “Al netto degli accantonamenti, pari a 3 mln di euro e dovuti ad una stima particolarmente accorta in un periodo di crisi economica, il bilancio dell'ultimo esercizio si chiude con un utile superiore ai 3,7 mln di euro, con un incremento del 12% rispetto all'anno scorso. Tale dato – continua l’Amministratore Delegato, se rapportato al capitale sociale, è ancora contenuto. Esso tuttavia è frutto esclusivamente del core business e non più degli investimenti finanziari e rispecchia la vocazione della società di rendere compatibili i risultati economici con un producente sostegno all’internazionalizzazione delle imprese del Triveneto. Per migliorare il risultato economico la Società ha puntato, oltre che sull’allargamento del core business, anche sul contenimento dei costi su livelli addirittura più bassi di dieci anni fa, con un recupero di efficienza operativa che ci auguriamo di consolidare nei prossimi anni”. Il Vicepresidente di Finest Alessandra Camposampiero conclude evidenziando alcuni risultati conseguiti nell’anno che, pur non avendo immediato riscontro in termini numerici, costituiscono le basi per le prossime attività. “Nel 2008-2009 Finest ha intensificato il proprio ruolo non solo finanziario, ma anche istituzionale, affiancando il Governo in tutte le missioni nell’Est Europa. Tale rinnovato rapporto non solo favorirà le nostre aziende, che possono affrontare nuovi mercati al fianco delle istituzioni, ma sarà anche rilevante per il futuro della Società, in previsione della annunciata riforma degli Enti per l’internazionalizzazione”, riporta il Vice Presidente.