Finest promuove la cooperazione economica con i Paesi dell’Europa centro-orientale e balcanica, la Russia e la Comunità degli Stati Indipendenti, il Nord Asia, i territori balcanici e caucasici. E’ punto di riferimento delle aziende dell’Italia nord orientale per l’acquisizione dei necessari strumenti finanziari per l’internazionalizzazione del loro business.
Nata all’indomani della caduta del muro di Berlino, Finest, come recita l’art. 1 della legge costitutiva 19/91, aveva l’obiettivo di dotare le regioni del Nord Est, “territorio di frontiera della Comunità Economica Europea”, degli strumenti che permettono di sviluppare la cooperazione economica e finanziaria” con i Paesi dell’Est Europa e dell’ex blocco sovietico.
Dagli inizi degli anni ’90 ad oggi, lo scenario geopolitico europeo è completamente cambiato.
La Comunità Economica Europea è diventata Unione Europea, che ora si è allargata a 27 Paesi, comprendendo tra questi anche diversi Paesi dell’ex blocco sovietico come Slovenia, Polonia, Ungheria, Romania, Slovacchia e Repubblica Ceca. Altri Paesi di competenza Finest si accingono ad entrare nella UE in tempi non troppo lontani, come la Macedonia, la Croazia, la Serbia e l’Albania. L’Italia del Nord Est, pertanto, non è più un’area di confine, come dichiarava la legge istitutiva, bensì è divenuta il nodo centrale all’interno dell’Europa a 27 Paesi.
Questo spostamento dell’asse geopolitico dell’Unione Europea ancor più richiede politiche di cooperazione tra i Paesi, soprattutto tra quelli di recente o prossimo ingresso. Finest, pertanto, pur non agendo più in “area di confine”, trova ancora massima attuazione alla propria mission costitutiva, trovandosi ora al centro di una vasta nuova Europa, protesa verso Est.