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Bosnia-Erzegovina
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Forma di governo: Repubblica federale
Superficie: 51.209 chilometri quadrati
Abitanti: 3 milioni e 940 mila
Capitale: Sarajevo
Composizione etnica: bosniaci 44%, serbi 31%, croati 17%, altri 8%
Lingue: bosniaco, croato e serbo
Religione: musulmani sunniti 43%, ortodossi 29,9%, cattolici 18%, altri 9,1%
Moneta: marco convertibile
Alto rappresentante  Comunità Internazionale per la Bosnia-Erzegovina: Valentin Inzko
Confini: Croazia, Serbia, Montenegro.

Lo stato dell’economia del Paese balcanico, a vent’anni dal conflitto civile che l’ha gravemente colpito, è fortemente influenzato dallo stallo politico che ha investito soprattutto la federazione croato mussulmana a seguito delle elezioni dell’ottobre 2011.
Il Paese rimane ancora frammentato in due entità autonome su base etnica - la Federazione croato-musulmana e la Republika Srpska -, mentre le istituzioni centrali non sono sufficientemente rappresentative per portare avanti le riforme richieste dalle UE. Le ripercussioni di questa empasse politica condizionano quindi il processo di avvicinamento di Sarajevo alla UE e alla NATO e non hanno reso ancora possibili quelle riforme istituzionali atte a semplificare la complessa macchina burocratica frutto degli accordi di Dayton del 1995.
Alla luce di quanto sopra, l’economia del Paese è entrata in recessione nel 2012, mentre per il 2013 la Banca Mondiale prevede una crescita del 0,5%, rallentata dalla crisi dell’eurozona ma anche e soprattutto dai problemi strutturali sopra citati, da un debole business environment e dalla mancanza di una politica fiscale adeguata

In allegato alcune informazioni sul Paese.