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FINEST S.P.A., BILANCIO 2015-2016: UTILE POSITIVO E INVESTIMENTI A FAVORE DELLE IMPRESE IN FORTE CRESCITA

28/10/2016

PORDENONE 28 ottobre 2016. 27 milioni di euro deliberati (+86% rispetto al 2014-2015), erogazioni per oltre 15 milioni di euro (+34%), costi operativi in diminuzione (-14% rispetto al 2014-2015, in ulteriore calo rispetto al 2013), un risultato netto dopo le imposte positivo (€ 437.584) e in linea con il ruolo di interesse pubblico della Società.

Con questi numeri, il Presidente di Finest Mauro Del Savio ha portato oggi all’approvazione dei Soci il Bilancio d’esercizio 2015-2016.

"Un buon bilancio, che rispecchia le qualità di questa Società, capace di iniettare capitali e finanza sul territorio assumendosi un rischio imprenditoriale molto alto, ma riuscendo comunque a mantenere i propri conti in equilibrio, anche in tempi di ripresa economica ancora poco efficace" – ha dichiarato Mauro Del Savio. "Oggi siamo la Società italiana con più partecipate nell’Area dell’Europa centro-orientale e balcanica (75 in portafoglio, per oltre 100 mln di euro investiti da Finest) e stiamo lavorando molto bene anche nei Paesi MED, acquisiti per legge nel 2014, tanto che Spagna e Turchia rappresentano il 29% delle erogazioni di questo esercizio. Abbiamo investito sulla filiera internazionale, consapevoli che il nostro principale compito è generare valore e redistribuirlo, in termini di occupazione e ricadute economiche positive sul nostro territorio. In 25 anni di attività abbiamo generato investimenti per oltre 2 mld di euro: un volano per l’economia da non sottostimare" ha concluso Mauro Del Savio.

Tra i settori di investimento di maggior traino si riconferma l’agroalimentare (+37% rispetto al 2014-2015), che nell’esercizio rappresenta la fetta più importante degli investimenti di Finest. Seguono i comparti tipici del Nordest, tra cui meccanica/elettromeccanica, metallurgico, automotive, plastica e imballaggi e chimico. In ripresa, seppur modesta, anche il settore legno.

In relazione alla strategia di internazionalizzazione adottata dalle imprese, il Direttore Eros Goi precisa: "Ha prevalso nell’esercizio la logica della catena del valore (94%), con aziende anche di piccole dimensioni che si sono mosse come multinazionali, puntando alla crescita della propria competitività globale; è in drastica diminuzione il numero delle imprese che subiscono l’internazionalizzazione (i cosiddetti follower, scesi dal 12 all’1% nell’esercizio). Un segnale positivo, che indica una maturazione delle nostre imprese e una maggiore lungimiranza nelle scelte di presidio dei mercati a lungo termine, che nei fatti rende la nostra economia locale più stabile e competitiva" ha concluso Goi.

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