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APPROVAZIONE BILANCIO D'ESERCIZIO 2016-2017

27/10/2017

+ 15,6 mln di euro investiti per 17 nuove operazioni internazionali in 11 diversi Paesi; -15% di costi operativi, con una spending review strutturale di 1,2 mln di 5 anni; risultato netto negativo (-3,6 mln di euro), determinato dalla ingente svalutazione di una singola operazione risalente ad un decennio fa; nessuna ricaduta sull’equilibrio dell’azienda, che gode di una gestione stabile e possiede un patrimonio netto di 150 mln di euro.

E’ stato approvato oggi dall’Assemblea dei Soci di Finest S.p.A. il Bilancio d’esercizio 2016-2017.

I numeri presentati evidenziano che la Società ha mantenuto il trend in crescita di investimenti verso le aziende del Triveneto, sviluppando 17 nuove operazioni per un totale di 15,6 milioni di euro. Ha continuato inoltre la politica di compressione dei costi di gestione avviata negli esercizi precedenti (-15%), attuata principalmente grazie all’ottimizzazione operativa e alla maggiore sinergia all’interno del Gruppo Friulia, che complessivamente ha generato una Spending review di oltre 1,2 mln di euro in 5 anni.

“La Società ha raggiunto oggi un equilibrio e una stabilità eccellenti, che ci consentono di essere più efficaci nei confronti delle nostre aziende – ha dichiarato il Presidente Mauro Del Savio –; purtroppo questa solidità non è rappresentata dal risultato netto d’esercizio: chiudiamo in perdita per 3,6 mln di euro. Un valore determinato dalla ingente svalutazione che siamo stati costretti ad operare su una singola operazione, relativa ad un investimento di una impresa nordestina del settore energetico realizzato oltre un decennio fa. E’ uno dei rischi del nostro mestiere: facciamo una scommessa al fianco dell’imprenditore e vinciamo o perdiamo con lui. Negli ultimi anni le svalutazioni degli investimenti effettuati prima del 2012 hanno avuto un ruolo importante sui nostri bilanci: quelle operazioni sono state effettuate dalle precedenti gestioni e in altri tempi storici, quando durata ed effetti della crisi economica che abbiamo attraversato non erano prevedibili. Ci conforta sapere che nessuna delle operazioni effettuate dopo il 2012, ovvero dopo l’avvio della nuova gestione, siano state oggetto di svalutazione: significa che stiamo coltivando un portafoglio di investimenti sano e proficuo, che oggi ammonta a 87,3 mln di euro” – continua il Presidente.

“Ci sono numerosi elementi di positività che evidenziano la salute della Società: innanzitutto l’impegno verso il territorio, con investimenti in crescita, prevalentemente destinati ad aziende che hanno adottato il processo di internazionalizzazione della “Catena del valore” (74% del totale investito), che porta alla costituzione di vere e proprie multinazionali, capaci di creare valore in modo diffuso sui mercati mondiali, con ricadute concrete per il nostro triveneto. Dei 15,6 mln di euro investiti quest’anno, il 57% è stato destinato ad aziende che in passato erano già ricorse a Finest per altre operazioni: la fidelizzazione è sinonimo di soddisfazione del cliente” – continua il Presidente.

“Abbiamo continuato a ridurre i Costi operativi, non certo abbassando la qualità dei nostri servizi, ma piuttosto cercando nuove sinergie operative all’interno del Gruppo Friulia, seguendo gli indirizzi ricevuti dai nostri Azionisti in questi anni”.

“Abbiamo una base solida con un patrimonio netto di oltre 150 mln di euro: non abbiamo bisogno di ricapitalizzazioni e abbiamo tutte le risorse per continuare ad investire per il territorio. Potremmo fare molto di più, se arrivasse la tanto richiesta modifica di legge, che ci consentirebbe di svincolarci dalle limitazioni imposte nel lontano 1991” conclude il Presidente.  

Tra i settori di investimento di maggior traino si distingue la plastica (45%), seguita dal siderurgico (16%), servizi (11%) e legno/mobile (9%). Per ciò che riguarda i Paesi di investimento, l’Europa centro-orientale e balcanica conserva saldamente il primato come area di maggiore interesse per i partner di Finest, attirando l’80% del totale investito. Buoni anche i numeri su Turchia (8%) e Spagna (6%) mentre in Russia sono stati destinati il 6% degli investimenti di Finest, a conferma che la Società ha continuato ad investire nel Paese, assecondando le necessità degli imprenditori nordestini di accedere a quel grande mercato, nonostante le note vicende economiche e politiche in essere.

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