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2017 ANNO DELLA RUSSIA. PUNTARE SUL MADE WITH ITALY

13/12/2016

Due dati non possono sfuggire a chi fa business: 1) l’Italia è il secondo partner commerciale della Russia; 2) grazie anche alla riduzione dei dazi su molti prodotti, dovuta all’ingresso della Federazione russa nell’Organizzazione mondiale del commercio, nel 2017 è attesa la ripresa economica del paese governato da Vladimir Putin.

Riportiamo un interessante articolo uscito sulla rivista online Big Mag, all'indirizzo http://linkis.com/bimag.it/_internal/p/Od2mD.

Ricordiamo che FINEST SPA, nell'ambito della rete d'impresa BRIDGE TO RUSSIA, sta sviluppando il progetto MAKE WITH ITALY NETWORK, per sostenere il business match ital-russo. Per maggiori informazioni www.bridgetorussia.it

 

di Filippo Poletti – 13 dicembre 2016

Due dati non possono sfuggire a chi fa business: 1) l’Italia è il secondo partner commerciale della Russia; 2) grazie anche alla riduzione dei dazi su molti prodotti, dovuta all’ingresso della Federazione russa nell’Organizzazione mondiale del commercio, nel 2017 è attesa la ripresa economica del paese governato da Vladimir Putin.

Su cosa devono puntare le aziende italiane? Ne parliamo con Giulio Gargiullo, esperto di web marketing e da oltre 10 anni attivo tra l’Italia e la Russia: un’intervista in due puntate, essendo tanti gli ambiti su cui riflettere.

Giulio Gargiullo, su cosa devono puntare le imprese italiane per fare affari in Russia?

«Oggi è sempre più importante l’ambito delle automatizzazioni, che è poi la maggior parte dell’export italiano verso la Federazione Russa. In questo ambito inquadriamo tutte quelle tecnologie o automatismi che servono allo sviluppo della dorsale aziendale della Russia. Fondamentale oggi è guardare all’industria 4.0 per far vivere l’expertise italiana nel mondo, ma anche il “Made with Italy”. In generale, parliamo di macchine utensili, meccanica, informatica, robotica o meccatronica applicate alla medicina per esempio, in ambito spaziale, militare, come in molti altri ambiti. Ma sono importanti anche l’IoT (internet of things) e tutte quelle tecnologie che rendono l’Italia leader nel mondo e che permettono alle aziende estere di fare enormi passi avanti».

Oltre all’innovazione, su cosa si basa il rapporto commerciale italo-russo?

«L’interscambio italiano con la Federazione Russa vanta anche il design e l’arredamento, il fashion e il food attualmente ancora e in buona parte penalizzato dalle controsanzioni. L’Italia esporta nella Federazione macchinari, tessile, prodotti chimici, metallurgia, apparecchi elettronici, mezzi di trasporto, prodotti farmaceutici, legno, carta, stampa e molto altro. La Russia è il primo mercato del lusso fra i paesi emergenti con un giro d’affari di circa 3 miliardi di euro. Il mercato del lusso italiano in Russia è rappresentato in buona parte da gioielli, top design e alta moda».

Italiani, dunque, esportatori in Russia d’innovazione e bellezza.

«Mi piace pensare che noi italiani siamo portatori di idee e di bellezza nel mondo, ieri come oggi. Molto spesso gli italiani, residenti in Italia, non si rendono conto dell’importanza del nostro Paese nel mondo visto come una terra di gusto, bellezza, calore umano e creatore di lusso: un vero brand di alta gamma. Un esempio di come siamo amati è il fatto che tutti i cittadini russi conoscono a memoria i nomi dei grandi architetti italiani come Rastrelli o Rossi che hanno costruito meraviglie architettoniche a San Pietroburgo, Mosca e in tanti altri luoghi».

Com’è possibile esportare il know-how italiano?

«La conoscenza si esporta con le persone, attraverso la rete e la formazione. Viviamo in un momento storico per certi verso molto fortunato nel quale possiamo trasferire la conoscenza, molto prima che costruire o investire pesantemente in qualche progetto, in modo molto agile. In questo senso gli inviti dei maggiori rappresentanti della Federazione Russa a collaborare con Mosca con il “Made with Italy” è uno stimolo molto apprezzabile e che esorta tutti noi a esportare idee ed expertise, condividendo le nostre conoscenze tecniche per sviluppare determinati prodotti o servizi. Anziché esportare solo dall’Italia, dunque, occorre portare le idee e aiutare le aziende russe a sviluppare aziende attraverso le nostre conoscenze specifiche. Ecco esattamente di cosa si tratta il “Made with Italy”».

Quali occasioni concrete possono cogliere gli italiani?

«Certamente quei territori che il presidente Putin ha offerto in modo lungimirante: ad esempio, le ZES (zone economiche speciali) così come i parchi tecnologici come Skolkovo».

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